Il saluto della comunità a don Paolo e don Andrea

Caro don Paolo,

il primo di ottobre di quest’anno inizieremo il nuovo anno pastorale senza di te ed io ancora una volta, nell’arco di nove anni, forse perché faccio parte di questa Parrocchia da quasi cinquant’anni, sono stato chiamato a salutare il parroco che ci lascia e ad accogliere colui che lo sostituirà a nome della nostra Comunità. Spero di ben interpretare i sentimenti di tutti voi, care amiche e cari amici.

A questi distacchi non ci si abitua mai, c’è sempre del disagio. Rimpianto o dolore per la perdita della persona cara che ci lascia, l’incognita della novità. Talvolta l’indifferenza.

I sentimenti non si possono sopprimere ma possiamo farcene una ragione. Per tutti noi l’avvicendamento che stiamo vivendo, ciascuno in modo diverso, è una prova da superare alla luce della fede. Cosa vuole il Signore da noi? Lo scopriremo nei prossimi anni. Ci attende un cammino da intraprendere in unità, sorretti dall’amore del Padre.

In un indirizzo di commiato, certo non esaustivo, non starò a passare in rassegna tutte le molteplici e svariate attività ed iniziative che tu hai promosso e realizzato, talvolta senza che la Comunità abbia corrisposto alle tue aspettative. Tutti noi le conosciamo. Ci parleranno di te le vocazioni nate negli ultimi anni nella nostra Comunità: quelle di Davide, di Giulia e di Gianluca.

Desidero però ricordare alcuni aspetti del tuo essere pastore che penso ti abbiano fatto apprezzare, accogliere ed amare da tanti parrocchiani.

In primo luogo la fedeltà alla celebrazione eucaristica, impreziosita quasi sempre dallo spezzare e dal condividere coi presenti la Parola che tu amavi annunciare come “Buona Notizia”.

Ed era veramente una buona notizia che tu offrivi, dopo averla pregata e soppesata, perché potesse fare breccia nei nostri cuori e liberarci dalla sclerocardia, la durezza del cuore, e da quella situazione di disagio che Papa Francesco ha definito individualismo spirituale.

Ci hai sempre esortato ad essere comunità viva, accogliente, disponibile all’amicizia, aperta a tutti e particolarmente ai bisognosi ai poveri e ai diversi.

Come non ricordare poi come sapevi farti vicino con parole di conforto e con gesti di affetto a ciascuno di noi nei momenti di dolore e di gioia che fanno parte della vita.

Questo, ma non solo questo, è quanto ci lasci di essenziale e che ricorderemo di te. Ci mancherai.

Grazie, don Paolo di tutto cuore ed auguri per il cammino che stai per iniziare nella nuova Comunità di Aquilinia. Che tu possa trovare lì accoglienza ed amicizia. Il Signore resterà sempre al tuo fianco e ti accompagnerà la nostra preghiera.

A don Andrea che ci è stato presentato poco fa da don Paolo, rivolgiamo il nostro accogliente benvenuto, anzi bentornato.

Bentornato, perché alcuni di voi ed io lo ricordiamo giovane seminarista a servizio in questa Comunità come aiuto del Parroco di allora, Monsignor Rocco.

Con le parole dell’odierna liturgia chiediamo di formare con te una sola famiglia, riunita nella fede nella speranza e nella carità.

 

Trieste, 25 settembre 2016

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