Progetto "Corridoi Umanitari" a Trieste

Iniziali promotori del Progetto:

  • Comunità di Sant’Egidio;
  • Parrocchia Santa Teresa del Bambino Gesù;
  • Chiesa Evangelica Valdese di Trieste,
  • Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno.

Obiettivo del Progetto:

Costruire un percorso di accoglienza e d’integrazione per una famiglia in fuga dalla guerra.

Cos’è il Progetto «Corridoi umanitari»:

È un progetto-pilota – frutto di un Protocollo d’intesa tra Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Tavola Valdese e Governo italiano –, che, unendo la solidarietà alla sicurezza, si propone di:

  • evitare i viaggi della morte con i barconi, che hanno fatto tante vittime soprattutto tra i bambini;
  • impedire lo sfruttamento dei trafficanti di uomini, che fanno affari con chi fugge dalle guerre;
  • concedere a persone in “condizioni di vulnerabilità” (oltre a vittime di persecuzioni, torture e violenze, famiglie con bambini, malati, persone disabili, vedove di guerra con figli e anziani) un ingresso legale sul territorio italiano con visto umanitario e la possibilità di presentare successivamente domanda di asilo;
  • consentire di entrare in Italia in modo sicuro per sé e per tutti, perché il rilascio dei visti umanitari prevede i necessari controlli da parte delle autorità italiane. Funziona, infatti, così: le associazioni inviano sul posto dei volontari, che prendono contatti diretti con i rifugiati nei Paesi interessati dal progetto, predispongono una lista di potenziali beneficiari da trasmettere alle autorità consolari italiane, che dopo il controllo da parte del Ministero dell’Interno rilasciano dei visti umanitari con Validità Territoriale Limitata, validi dunque solo per l’Italia.

Tra febbraio e maggio 2016, sono già arrivate più di 200 persone, siriani in fuga dalla guerra, che vivevano nei campi profughi del Libano.

Ma il progetto prevede nell’arco di due anni l’arrivo di 1.000 profughi dal Libano (per lo più siriani fuggiti dalla guerra), dal Marocco (dove approda gran parte di chi proviene dai Paesi subsahariani interessati da guerre civili e violenza diffusa) e dall’Etiopia (eritrei, somali e sudanesi).

Fasi del Progetto da attuare in loco:

Ne sono state individuate tre:

  1. Reperimento:

    • di fondi per l’affitto di un appartamento. La parrocchia si attiverebbe in un primo momento raccogliendo entro il mese di giugno 2016 la disponibilità di persone singole o famiglie disposte a impegnarsi a versare un’offerta mensile di 15,00 Euro per la durata di 18 mesi (tempo perché la famiglia accolta abbia la risposta della loro richiesta di asilo politico). La raccolta di disponibilità avverrà esclusivamente attraverso la compilazione e la consegna in sacrestia o in ufficio parrocchiale del cedolino prestampato.
    • Il pagamento delle quote partirebbe dal momento dell'arrivo della famiglia a Trieste: tale raccolta verrà effettuata in chiesa al termine della terza domenica di ogni mese o, se impossibilitati a essere presenti, in ufficio parrocchiale entro quella data. Se più comodo, sarà possibile versare anche più quote assieme;
    • di mobilio, materassi, biancheria per la casa, vettovaglie,…;
    • di vestiario (la famiglia proviene da un campo profughi!);
    • di cibo,
    • di Volontari per aiuto al disbrigo di pratiche amministrative in ambito ammi-nistrativo e socio-sanitario.
  2. Accoglienza:

    • viaggio da Roma a Trieste;
    • presentazione della famiglia all’equipe di accoglienza, che provvederebbe perché la famiglia accolta resti in contatto con la comunità parrocchiale e con i membri delle Chiese sorelle aderenti al Progetto;
    • inserimento dei figli in un istituto scolastico,
    • visite ed eventuali operazioni chirurgiche da eseguire all’Ospedale infantile “Burlo Garofolo”, già resosi disponibile per le cure necessarie.
  3. Integrazione:

    • partecipazione dei figli alla “Scuola della Pace” e dei genitori alla Scuola di Italiano, promosse in parrocchia dalla Comunità di Sant’Egidio;
    • altri momenti comunitari a livello parrocchiale da promuovere e organizzare;
    • qualche lavoretto di utilità da far svolgere ai genitori,
    • seguire il percorso per la richiesta di asilo politico.

Come collaborare al Progetto:

  • far parte del gruppo che provvederà mensilmente alle spese per l’affitto (allo scopo è necessario compilare e consegnare in sacrestia entro fine giugno 2016 il cedolino di adesione e di impegno),
  • chiunque secondo le proprie sensibilità si sentisse di dare una personale diversa disponibilità su uno degli altri fronti di accoglienza e di accompagnamento è pregato di segnalare il proprio nominativo:
  • alla Comunità di Sant’Egidio (cell. 333 9069344), oppure
  • al parroco di Santa Teresa attraverso il contatto telefonico (040 9896453) o e-mail ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ).

 

Fin da ora un grazie di cuore a tutti coloro che si lasceranno muovere il cuore a compassione e decideranno di rinunciare a qualcosa di sé (tempo, energie, denaro,…) per soccorrere questi nostri fratelli e sorelle in difficoltà, nei quali siamo chiamati a servire Gesù stesso, come ci ricorda la parabola da Lui stessa narrata ai suoi discepoli (Mt 25,34-36.40):

«Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo,
perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto,
nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi...
In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me».

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